Psicologo psicoterapeuta per studenti delle scuole superiori

Alle soglie del 2020 vi chiedete ancora del perchè uno psicologo a scuola risulta essere utile a studenti, insegnanti e genitori?

Tranne casi particolari, l'adolescenza coincide, per i ragazzi, con la frequentazione delle scuole superiori. Tra i 13 e 18 anni avvengono per le persone grandi cambiamenti fisici ma soprattutto nel pensiero e nei comportamenti.

I giovani possono sperimentare per la prima volta nella loro vita alcune libertà e la lontananza dal controllo dei genitori. Soprattutto iniziano a sperimentare il confronto con l'autorità (con questo si intende ovviamente il sano confronto con gli genitori e professori, e non con problemi con la Legge).

Quando è utile uno psicoterapeuta nelle scuole

Probabilmente lo è in ogni scuola. Infatti durante l'età scolare i giovani e giovanissimi sperimentano alcune fasi per le quali non sempre il normale confronto con genitori coetanei e professori possono ricevere risposte adeguate (anzi).

Questo avviene soprattutto nelle scuole in cui gli studenti sono molti o il rapporto tra numero di studenti e alunni è particolarmente alto e a svantaggio dei ragazzi.

Gli insegnanti diventano più distaccati e raramente entrano in dialogo con gli alunni fuori dalle pareti di un'aula. Le scuole superiori assomigliano molto di più ad un ambiente universitario, rispetto a tutte le scuole frequentate in precedenza dai ragazzi.

I problemi per i quali uno psicologo psicoterapeuta può dare supporto sono davvero tanti, si va da episodi di bullismo, a ragazzi depressi per problemi a casa (genitori violenti, assenti, o con dipendenze) o per problemi con i coetanei, ansia da prestazione per gli studenti che ricevono un "castigo" se la loro media scende, fino a vere e proprie crisi da panico per alcuni casi (d'altronde la media di persone nazionale di affette da panico include tutte le età).

Anche se gli adulti tendono ad ignorare che i giovanissimi possano soffrirne, i problemi degli adulti avvengono anche per gli adolescenti.

Alcuni esempi di problemi che uno psicoterapeuta può aiutare a comprendere e risolvere

Un professionista preparato (in generale è molto meglio uno psicoterapeuta che uno psicologo) ha l'esperienza per comprendere rapidamente la problematica.

Secondo studi recenti (dal 2014 ad oggi) in una classe di 20 studenti almeno 4 persone soffrono di disturbi tra i quali ansia generalizzata, depressione, attacchi di panico, timidezza eccessiva, importanti deficit dell'attenzione.

Inoltre episodi di bullismo o di problemi relazionali con i compagni tendono ad accentuare i problemi esistenti. (A volte risultano essere la causa che ha attivato il disturbo).

In questi casi purtroppo il tempo da solo non basta a risolvere situazioni poco positive, le quali portano ad una riduzione, a volte importante, del rendimento scolastico degli studenti.

Questo studio sul bullismo inoltre cerca di spiegare come le ragazze siano più inclini a mettere in atto bullismo psicologico, il quale è meno evidente ma più logorante e spesso lascia ferite psicologiche per molto tempo.

I ragazzi invece vanno più spesso collegati ad episodi in cui si finisce per andare alle mani o nei quali le caratteristiche di prepotenza ed il "fare da bullo" non sono subdoli e nemmeno poco visibili.

Uno psicoterapeuta, ovvero uno psicologo specializzato, è una figura professionale che un Istituto scolastico può interpellare anche per progetti mirati, qualora non esistano i fondi per creare progetti di ascolto con presenza settimanale (e in certi casi nemmeno mensile).

Situazioni di disagio psicologico vanno a scapito di tutta la classe. Difficilmente infatti un insegnante che abbia passione per il proprio lavoro tende ad ignorare problematiche che rendono il clima poco disteso e che in certi casi rallentano il programma d'insegnamento per tutti

Una classe in cui tutti riescono a stare al passo permette all'insegnante di trovare il tempo di approfondire le tematiche che ritiene più importanti. Inoltre, consente di dedicare un pò di tempo anche alle relazioni interpersonali.

Dal bullismo al cyberbullismo e cyberstalking

Passano gli anni, e il l'umanità progredisce, rendendo disponibili ai bulli nuovi strumenti per attaccare. Le nuove tecnologie offrono nuove possibilità per offendere e arrecare danni alle vittime di bullismo.

L'enorme quantità di dati che gli utenti (sempre più giovani) condividono in rete può essere utilizzata contro loro stessi. Ecco quindi che i bulli utilizzano falsi profili, creano imbarazzanti fotomontaggi, inviano messaggi ed email "anonime".

In realtà si tratta di pseudoanonimato, in quanto in presenza di gravi offese, basta una denuncia per andare ad individuare il colpevole.

Difficilmente infatti i cyberbulli hanno la pazienza e la costanza di studiare tecniche di hacking in grado di metterli al riparo dalla Legge.

Come sviluppare un'autostima equilibrata negli adolescenti? Ecco 6 metodi pratici che possono aiutarti.

Il compito del genitore è sempre complesso. Abbiamo di fronte nostro figlio, che sentiamo essere una parte di noi stessi, ma in realtà è una persona differente con i suoi gusti e il suo carattere. L'influenza del genitore è comunque sostanziale in molti aspetti della crescita, fra cui l'acquisizione di un'autostima equilibrata. La parola d'ordine è resilienza. Questo termine viene usato dagli psicologi per definire la capacità positiva di affrontare i problemi e le difficoltà. Questo è un lavoro che gran parte degli adulti deve affrontare, quindi perché non desiderare che nostro figlio faccia parte di quella minima percentuale, che ha invece già in sé questa risorsa?

Partiamo con l'analizzare i sei metodi pratici per aiutarlo nella sua autostima:
    • Bisogna dargli amore e attenzione.
    • Lasciarlo sbagliare e non colpevolizzarlo.
    • Non avere pretese in base alle proprie aspettative.
    • Dargli aiuto e ascoltarlo.
    • Elogiarlo.
    • Lasciarlo esprimere senza reprimerlo.

Sembra semplice e scontato tutto ciò, ma in realtà non lo è perché entrano in gioco molte variabili del genitore e dei suoi stessi pregressi come figlio. Vediamo in breve a uno a uno questi aspetti importanti. Ogni ragazzo ha bisogno del vostro amore oltre al soddisfacimento dei bisogni primari. Dedicatevi a lui, trascorrete del tempo insieme e dimostrategli i vostri sentimenti: carezze e baci sono un nutrimento puro per l'autostima. Soprattutto dedicategli del tempo di qualità dandogli attenzione.

Per far sì che un individuo cresca, deve poter imparare dalle proprie esperienze. Quando vostro figlio sbaglia, invece di sgridarlo, provate a ragionare con lui una soluzione di come poter fare meglio la volta successiva: in questo modo l'esperienza diventa costruttiva. Se anche siete stanchi e nervosi, colpevolizzarlo serve solo a reprimere la sua autostima.

Spesso il genitore ha aspettative sul figlio in base alle idee che si è fatto delle sue potenzialità. Un adolescente, messo sotto stress da troppe attività, non ha il tempo materiale e fisico di vivere la sua età. È quindi giusto permettergli di fare attività che a noi possono sembrare inutili, ma per lui sono importanti. Questo svilupperà il giudizio positivo di sé stesso. La presenza di un genitore, che ascolti e che ci sia in caso di necessità, è importante: il giovanissimo deve vedere nell'adulto un punto di riferimento. Questo gli darà sicurezza e accresce l'autostima.

Quando il lo studente fa qualcosa molto bene, l'elogio gli darà un senso maggiore di sicurezza e di approvazione, che accrescerà la sua fiducia. Se ha anche fatto un'azione che a voi sembra piccola o insignificante, tenete presente che per lui è un grande passo e come tale va riconosciuto.

Infine l'aspetto tra i più importanti per accrescere la sua autostima, è lasciarlo esprimere. Ognuno di noi ha una predisposizione a fare, amare e seguire determinate situazioni, materie, hobby: lasciate che il giovane scopra quali sono le sue, proponendogli varie attività e non imponendogli ciò che voi vorreste lui faccia.

Questo suggerimento sarebbe perfetto anche per un adulto, qualora volesse lavorare sulla propria autostima. Più calma ed equilibrio trasmettiamo a nostro figlio e più riusciremo ad aiutarlo a scoprire il mondo. La sua autostima e fiducia da grande sarà una certezza.

L'aiuto di uno psicoterapeuta rende più semplice affrontare l'adolescenza

L'Adolescenza è la fase di transizione che divide l'infanzia dall'età adulta. È un periodo costellato di cambiamenti durante il quale l'individuo scopre se stesso, talvolta svicolando tra grandi problemi e numerose difficoltà.
L'adolescenza si divide in tre periodi principali: l'età prepuberale, la pubertà e la giovinezza, quest'ultima si conclude intorno al 28-30 insieme al completamento della maturità psicofisica. Ciò nonostante non c'è alcun dubbio sul fatto che il periodo più delicato per un individuo sia la pubertà.

La pubertà dura circa 7-8 anni ma, la sua durata può variare notevolmente da individuo a individuo a seconda di vari fattori, come ad esempio la nazionalità, il contesto culturale, ecc. Durante la pubertà avvengono molti episodi importantissimi e che determinano notevoli cambiamenti e novità nella vita dell'adolescente; questi cambianti possono spaventare i genitori che non sempre riescono a intervenire nei dovuti modi.

Tra i principali mutamenti che avvengono dell'adolescente c'è un drastico mutamento nella sua percezione del mondo: durante l'infanzia il mondo degli adulti è fonte di sicurezza e fiducia mentre entrando nella pubertà l'adolescente si rende conto che i genitori non sono infallibili, inizia a credere che diversi loro comportamenti siano lacunosi, carenti e spesso in contrasto con i suoi desideri.

Nell'adolescente è importante il gruppo fatto di coetanei, inizialmente formato da elementi dello stesso sesso ma che in seguito si caratterizza da individui di sesso misto. Nel gruppo l'adolescente può confrontarsi con persone che condividono con lui pensieri e opinioni e trova quella sicurezza che il mondo degli adulti non riesce più a dargli.

Il cambiamento fisico e la maturazione sessuale è senz'altro un altro degli aspetti più difficoltosi da affrontare per un adolescente. Comune è la paura del di essere rifiutati che, spesso si scontra con il desiderio di intraprendere le prime relazioni amorose.

Negli adolescenti sono molto comuni i casi di depressioni, spesso causati da sentimenti di inadeguatezza. Nelle ragazze tende a manifestarsi con disagi riguardanti il proprio aspetto fisico, mentre i ragazzi tendono a sfogarsi con episodi di rabbia e aggressività.

È normale che un adolescente mostri segni di disagio, questo perché si trova a dover affrontare un periodo molto difficile della vita ma, qual ora i genitori notassero un comportamento molesto nel figlio e si ritenessero incapaci di riuscire a gestirlo nel migliore dei modi possono decidere di rivolgersi ad uno psicologo che, in seguito ad un colloquio valuterà se sottoporre il ragazzo a una terapia individuale o in compagnia dei genitori.

Psicologo a scuola si o no?

La scuola è un’istituzione essenziale, un organo complesso nel quale numerose persone lavorano per formare e istruire adeguatamente gli studenti e fornirgli tutti gli strumenti necessari per renderli adulti diligenti e capaci di rendersi competitivi nel mondo del lavoro.

Da qualche anno sempre più scuole si avvalgono del lavoro di uno psicologo all’interno del loro organico per seguire in modo più professionale i propri studenti.

Il ruolo dello psicologo, all’interno della scuola è assicurarsi che gli studenti possano appoggiarsi ad un professionista per affrontare adeguatamente i loro problemi e completare serenamente il loro percorso scolastico che altrimenti potrebbe risultare tanto difficoltoso da costringere lo studente ad abbandonare gli studi.

Attualmente sono numerose le problematiche con le quali gli studenti rischiano di scontrarsi all’interno e al di fuori dell’ambiente scolastico. Gli studenti adolescenti sono quelli maggiormente a rischio in quanto si trovano a vivere un momento molto delicato della loro vita che potrebbe complicarsi ulteriormente qual ora dovessero insorgere situazioni di stress e di disagio.

Una problematica che preoccupa molto i genitori è l’incremento del bullismo e del cyber-bullismo, spesso accompagnati da episodi di omertà tra gli studenti e del personale scolastico. Il bullismo può causare in un individuo minorenne disagi insostenibili, tanto da causare un calo delle prestazioni scolastiche e il desiderio di abbandonare la scuola; molto comuni anche tra gli studenti universitari sono problematiche riguardanti l’ansia e la depressione a volte causate anche da una situazione domestica complicata.

Lo psicoterapeuta deve essere preparato per poter trattare adeguatamente qualsiasi disturbo gli studenti dovessero sottoporgli in modo efficace e professionale; nell’ambiente scolastico il suo compito consiste nel migliorare la vita scolastica, fronteggiare adeguatamente episodi di insuccesso formativo e supportare le istituzioni scolastiche, compiti che il personale scolastico non potrebbe eseguire in modo specialistico.

Per questo in Italia sono sempre di più i progetti per permettere a un numero sempre maggiore di scuole di munirsi di un adeguato numero di psicologi all’interno del loro organico. Infatti un normale professore potrebbe non riconoscere i segnali di un disturbo psicologico in ragazzo problematico e, anche se ci riuscisse, non saprebbe trattarlo in modo adeguato.

Lo psicoterapeuta può lavorare anche in sostegno ai professori e può indirizzare lo studente verso un percorso di guarigione che possa dargli sollievo dalle problematiche che lo affliggono anche in sinergia con altri medici o coi genitori.

Anche secondo recenti sondaggi i professori indicano lo psicoterapeuta come una figura importante e sempre più essenziale tra il personale scolastico quindi auspichiamo in un numero sempre maggiore di strutture scolastiche che si adoperino per fornire a studenti e professori l’accesso ad un percorso di terapia.